| Folder novità 4 | giugno 2008 |
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Mayumi Hattori Reia è cieca, misura l'ambiente e le poche persone che sono con lei attraverso il suono delle voci e i profumi dei corpi. Dafne, una donna misteriosa, la sorveglia: le ispira paura, la sua voce è minacciosa, il suo profumo insopportabile. Reia ha cinque anni quando ha inizio il racconto. Vive isolata dal mondo in un luogo misterioso, chiuso nel tempo dei libri e della musica, circondato da nemici che tengono in loro potere il padre, un re spodestato. L'oscurità e la luce è un romanzo affascinante che mescola magistralmente fiaba antica e moderna, horror gotico e storie criminali del nostro tempo: kidnapping e missing person. Una fiaba vera dove i cattivi, giocando i ruoli fondamentali dell'universo infantile, ne rappresentano le paure e i traumi. Mayumi Hattori è nata a Tokio nel 1948. Diplomata presso l'Accademia di Belle Arti, nel 1984 viene premiata nella decima edizione della mostra d'arte nippo-francese. Come ricordo dell'evento scrive Toki no arabesque - Arabeschi del tempo, con cui vince il premio "Yokomizo Seishi". Da allora ha pubblicato numerose raccolte di racconti mistery. Collana: Passage 7
Una serie di istantanee che fotogramma dopo fotogramma raccontano la vita e i destini incrociati di tre giovani della periferia romana: il sogno di un riscatto sociale che non arriverà mai, le risse, le aggressioni, le vendette, gli omicidi, in un'escalation di violenza vissuta dall'io narrante con cinismo e distacco, quasi come se la brutalità fosse un fato ineluttabile verso cui anelare, in un viaggio verso gli inferi dove la perdizione è perversamente intesa come soglia di redenzione. Alessandro Angeli, nato a Roma nel 1972, vive da sempre a Grosseto. Tiene una rubrica di autori locali su una rivista mensile di cultura e tradizioni popolari della Maremma, è lettore e consulente editoriale per alcune case editrici italiane e collabora con associazioni no profit e di volontariato sparse sul territorio. Collana: Passage 8
La religione da sempre ha trattato di scienza, con ingerenze spesso dirompenti. La scienza, dal canto suo, tratta la religione come un prodotto della mente umana, non riconoscendole alcun nesso con il mondo fisico. In Ecologia ed evoluzione della religione, emblematici episodi autobiografici dalle "forti connotazioni extranaturali" diventano il pretesto per analizzare la genesi della religione come elaborazione culturale di "qualcosa" che forse esiste davvero. Ecologia e biologia evoluzionistica ci mostrano un carattere prettamente "funzionalista" della religione: da sempre conferisce vantaggi agli uomini per cooperare, per preservare e conservare l'ambiente naturale e sociale. Molte le variabili "ambientali" prese in considerazione: dall'antropologia alla cinematografia di Terminator e Robocop, dall'epistemologia al genio di Frank Zappa, con un risultato divertente e intelligente. A dimostrazione che non è un ossimoro un agnostico che parla di religione, o lo è tanto quanto un religioso che parla di scienza. Ferdinando Boero ha lavorato e vissuto in molte parti del mondo, studiando la vita marina. Nel 2006 ha ricevuto la Médaille Albert Ier, Prince de Monaco per l'oceanografia dall'Institut Océanographique di Parigi. Ha pubblicato Ecologia della bellezza (Besa, 2006), oltre a centinaia di lavori scientifici e monografie. Collana: Riflessi 7
Catherine Asher - Cynthia Talbot La ricerca focalizza un periodo (dal 1200 al 1750 d.C.) molto importante per la storia dell'India: l'epoca delle invasioni islamiche e il consolidarsi dell'impero Moghul, precedenti il colonialismo europeo. Un periodo di grandi scontri politici e militari, ma anche di grandi incontri e sintesi culturali. Politica, amministrazione, religioni, arti e cultura furono oggetto di significativi mutamenti, per via dell'ingresso in questa rete commerciale e culturale: il consolidarsi dei regni musulmani, il costituirsi di regni indù retti da valorosi guerrieri; il diffondersi dell'islam fra le genti, il costituirsi di nuove scuole artistiche, architettoniche e musicali e il ricostituirsi di antiche tradizioni. Il libro aiuta a conoscere la situazione dell'India nell'ambito della storia generale dell'epoca e colma la carenza di pubblicazioni non accademiche dedicate all'argomento. Catherine B. Asher è docente associata presso l'Università del Minnesota. Tra le sue pubblicazioni, L'architettura di Mughal in India e Percezione visuale in Sud Asia con la cura di Thomas R. Metclaf. Collana: Riflessi 8
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