| Folder novità 2 | settembre 2009 |
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Intendere la dissociazione alla stregua di un disturbo della personalità, sintomo di una qualche forma di malattia mentale, impedisce di analizzarla come dispositivo positivo, e cioè alla stregua di una vera e propria risorsa vitale. La ricerca etnografica e storica sugli stati di transe e sul misticismo, su fenomeni come la catalessi, il sonnambulismo, l’isteria, l’ipnosi, il medianismo fornisce ampia materia all’elaborazione del modello di un io molteplice, utile a descrivere esperienze molto difficili, se non estreme (carcere, tortura, isolamento) – in cui l’insorgere di stati dissociativi funziona come meccanismo di resistenza –, pratiche fortemente ritualizzate (la transe di possessione e sciamanica), momenti della vita quotidiana in cui ci si sottrae alla noia e alla ripetizione (le distrazioni). Lapassade indaga sulle forme della dissociazione, si sofferma sui casi clinici e sulle analisi proposte dagli autori (cominciando dai classici, da Mesmer a Charcot a Janet a Freud), ma propone uno spettro più ampio di riferimenti, optando per la proposta interpretativa di Hillgard e, prima ancora, di Tart: nella mente la compresenza di una pluralità di stati non ha necessariamente implicazioni di carattere patologico. Georges Lapassade (Arbus, 1924 - Parigi 2008), psicosociologo, etnologo, pedagogista, tra i fondatori del movimento istituzionalista, ha condotto numerose ricerche sul campo in Africa, in Brasile, in Italia, indagando sui fenomeni della transe, sulla cultura dei gruppi giovanili metropolitani, sulla dissociazione e promuovendo l’analisi delle istituzioni. Propugnatore della metodologia della ricerca-azione, ha indicato il terreno come luogo elettivo della ricerca sociale, in cui il compito dello studioso è intervenire per provocare le contraddizioni latenti. Riflessi 12ISBN 978-88-6280-025-9 Prezzo: euro 10,00 Pagine: 96 Categoria: saggistica / antropologia scarifa folder in formato pdf |





